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Assistenti vocali: perché piacciono sempre di più a consumatori e aziende

Una ricerca di Capgemini Research Institute rivela: per molti, è meglio interagire con i robot che con gli umani

Accendere le luci, prevedere il meteo, inviare messaggi: sono solo alcune tra le tantissime funzionalità degli assistenti vocali che hanno ormai conquistato moltissimi consumatori.

È sufficiente dare loro un comando vocale perché possano recuperare informazioni di qualsiasi tipo attraverso il web: sono in grado di comunicare con tutti i dispositivi della casa, per esempio, gestendo l’illuminazione, i sistemi di sicurezza e gli elettrodomestici, o di fare acquisti online.

Soprattutto, una delle caratteristiche che più ha affascinato i consumatori è la loro capacità di interagire con le persone: possono sfoggiare una sorprendente ironia, sono in grado di gestire un’agenda personale e anche di reggere una conversazione elementare.

MEGLIO IL ROBOT

E questo piace sempre di più. Una recente ricerca del Capgemini Research Insistute, che ha intervistato 12 mila consumatori, ha rilevato come questi preferiscano più spesso interagire con i robot piuttosto che con gli esseri umani, soprattutto se cercano informazioni su prodotti o servizi.

Secondo lo studio, nell’arco di tre anni, quasi il 70% degli intervistati ridurrà progressivamente le visite nei negozi fisici a favore di un maggiore utilizzo del proprio assistente vocale. 

LE NUOVE ESIGENZE DEI CONSUMATORI

Anche perché il suo campo di azione si amplia sempre di più. Oltre che nelle case, per esempio, gli assistenti vocali possono essere anche installati nelle auto (permettendoci così di non distrarci dalla guida mentre si danno ordini a voce) o utilizzati nelle aziende per l’assistenza ai clienti.
Grazie all’intelligenza artificiale e al machine learning possono anche “imparare”, diventando sempre più precisi. In base alla complessità dell’algoritmo con cui sono programmati, gli assistenti reagiscono a un preciso comando scegliendo tra un set di risposte o soluzioni preconfigurate, oppure, nei sistemi più raffinati, si basano sulle abitudini degli utenti, registrati dai robot. E questo li rende per molti dei veri compagni con cui trascorrere del tempo.

LA CRESCITA DEL SETTORE

Ecco dunque che quello degli assistenti vocali, pur trattandosi di un trend giovane, è comunque un fenomeno che sta prendendo sempre più piede. Se nel 2017 il 61% dei consumatori esprimeva la propria soddisfazione nell’utilizzare un assistente vocale personale sui propri smartphone, come Google Assistant o Siri, nel 2019 il dato è salito al 72%. E se nel 2017 il 46% dei consumatori era soddisfatto dell’utilizzo di un dispositivo vocale come Google Home o Amazon Echo, mentre il 44% era a favore di un assistente vocale basato su voce e schermo come Amazon Echo Show e Amazon Fire TV, nel 2019 questi dati si sono attestati rispettivamente al 64% e al 57%.

UN INTERESSE SENZA ETÀ

Anche perché gli assistenti vocali sono molto apprezzati anche dalla fascia più anziana della popolazione che utilizza soluzioni tecnologiche e che spesso preferisce dettare a voce un comando piuttosto che digitare su uno schermo o una tastiera. Tra i vari scopi per cui possono essere usati, infatti, non mancano l’acquisto di generi alimentari o di prodotti per la casa (apprezzati dal 53% degli intervistati), le interazioni con il servizio clienti dopo l’acquisto (52%) e i pagamenti per prodotti o servizi (48%).

PIACCIONO ANCHE ALLE AZIENDE

Tra le aziende, rivela la ricerca del Capgemini Research Insistute, più di due terzi ha dichiarato “di aver raggiunto benefici quantificabili dall’implementazione di servizi di assistenza vocale o chat. L’88% ha affermato che tali benefici hanno soddisfatto o addirittura superato le loro aspettative”. La strada dell’automazione, a quanto risulta, garantisce infatti “una riduzione di oltre il 20% dei costi del customer service e un aumento di oltre il 20% dei consumatori che utilizzano gli assistenti digitali”.

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